La cellulite dissecante del cuoio capelluto (DCS), nota anche come malattia di Hoffmann, è una rara malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce principalmente il vertice e la regione occipitale del cuoio capelluto. Clinicamente si manifesta con pustole sterili perifollicolari, noduli dolorosi e fluttuanti, ascessi, tragitti fistolosi e cicatrici di tipo cheloideo, che possono evolvere in alopecia cicatriziale.
La DCS rappresenta una forma rara ma aggressiva di follicolite del cuoio capelluto, che interessa più frequentemente gli uomini. Questa condizione può compromettere in modo significativo la qualità della vita dei pazienti e causare un notevole disagio psicologico.

Secondo la letteratura disponibile, i trattamenti di prima linea comprendono antibiotici topici e sistemici, isotretinoina e corticosteroidi intralesionali. Tuttavia, queste terapie risultano generalmente efficaci solo nei casi lievi o localizzati e sono spesso associate a frequenti recidive. Attualmente non esiste una cura definitiva per la DCS, pertanto molti pazienti necessitano di un trattamento a lungo termine per prevenire le riacutizzazioni.
Tra le opzioni terapeutiche sono stati utilizzati anche farmaci immunosoppressori, come gli inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF), mentre l’inibitore dell’interleuchina-17A secukinumab ha mostrato risultati promettenti nel trattamento della malattia.
In questo lavoro vengono presentati due casi di DCS refrattaria trattati con successo mediante risankizumab, un anticorpo monoclonale inibitore dell’IL-23. A nostra conoscenza, si tratta del secondo studio che descrive l’utilizzo esclusivo del risankizumab per questa patologia.
Nella letteratura scientifica sono stati riportati soltanto tre casi di utilizzo di inibitori dell’IL-23 (guselkumab, risankizumab e tildrakizumab) in pazienti con DCS refrattaria. In uno di questi casi il paziente era affetto anche da idrosadenite suppurativa. Inoltre, nessuno degli studi precedenti aveva valutato la qualità della vita dei pazienti mediante il Dermatology Life Quality Index (DLQI) prima e dopo la terapia biologica. Il nostro studio è il primo a utilizzare questo strumento per misurare l’impatto del trattamento con un inibitore dell’IL-23 sulla qualità della vita dei pazienti.







