Il paziente
Una madre molto preoccupata portò da me sua figlia di 12 anni, spiegando che la ragazza aveva sviluppato un nodulo evidente sul collo.
La madre pensava che il gonfiore fosse presente probabilmente da alcuni mesi e che fosse aumentato di dimensioni, diventando dolorante quando la figlia aveva contratto un’infezione delle vie respiratorie superiori. Al momento della visita, infatti, la ragazza presentava un lieve mal di gola e tosse.

Per il resto stava benissimo, non aveva una storia clinica rilevante e non assumeva alcun farmaco. Tuttavia, la madre spiegò che al nonno della bambina era stato recentemente diagnosticato un carcinoma della laringe, che si era manifestato con un nodulo al collo: da qui la sua forte preoccupazione.
Prima impressione
La presenza di linfonodi cervicali normali che si ingrossano durante le infezioni respiratorie nei bambini è molto comune nelle cure primarie, e questo sembrava un caso tipico, seppur impressionante. Non erano presenti altri linfonodi anomali e la ragazza appariva in ottima salute.
Dopo aver rassicurato la madre che il carcinoma della laringe non era una diagnosi da prendere in considerazione in una bambina di questa età, decisi di adottare un atteggiamento di osservazione. Programmammo un controllo dopo alcune settimane, quando l’infezione respiratoria avrebbe dovuto risolversi e il linfonodo, si sperava, ridursi a dimensioni normali.
Diagnosi differenziale
Linfonodo cervicale normale ingrossato a causa di un’infezione delle vie respiratorie superiori.
Altre cause di linfoadenopatia, come formazione di ascesso, mononucleosi, tubercolosi o tumore maligno.
Gonfiore della tiroide.
Cisti branchiale.
Igroma cistico.
Naturalmente, la linfoadenopatia cervicale, anche nei bambini, presenta una diagnosi differenziale piuttosto ampia e un nodulo persistente o in crescita avrebbe suggerito numerose altre possibilità. Il passare del tempo avrebbe aiutato a chiarire il quadro e a permettere l’eventuale comparsa di altri sintomi indicativi. Tuttavia, l’esperienza mi diceva che casi come questo spesso si risolvono spontaneamente e, col senno di poi, risultano essere semplici linfonodi ingrossati a causa di una comune infezione respiratoria.
Un ingrossamento della tiroide sembrava molto improbabile: il nodulo era troppo lontano dalla linea mediana e non si muoveva né con la deglutizione né con la protrusione della lingua.
Tra le altre possibilità vi erano lesioni cistiche che i medici di base incontrano così raramente da ricordarle solo vagamente, come le cisti branchiali e gli igromi cistici.
L’indizio nascosto
Al controllo, il gonfiore era rimasto invariato. La madre parlò con il marito e confermò che il nodulo sul collo era presente da diversi anni, sebbene fosse più piccolo, un dettaglio insolito per un normale linfonodo.
Sulla strada giusta
Questo nuovo indizio mi spinse a riconsiderare la diagnosi iniziale. A un nuovo esame, il gonfiore sembrava più una cisti che un linfonodo. Improvvisamente, l’igroma cistico e la cisti branchiale divennero le ipotesi principali.
Gli igromi cistici, però, sono quasi sempre presenti dalla nascita. La madre insisteva che questo gonfiore non c’era alla nascita. Inoltre, un igroma cistico transillumina brillantemente alla luce, mentre questa lesione non lo faceva.
Ciò rendeva la cisti branchiale la diagnosi più probabile, confermata un mese dopo quando la ragazza fu sottoposta all’asportazione chirurgica del gonfiore senza complicazioni.
Dr. Keith Hopcroft
Medico di medicina generale, Laindon, Essex
Che cos’era il nodulo sul collo della ragazza?
Una cisti branchiale.







